Mente, Coscienza, Cervello

Cervello, mente e coscienza rappresentano la maggiore sfida che la nuova neuroscienza ha davanti a sé. Una sfida immensa dagli esiti incerti, ma  sempre carichi di grande emozione.

La coscienza è un fenomeno affascinante, ma elusivo e ancora misterioso. E’ impossibile- afferma Sutherland- specificare che cosa sia, che cosa faccia o perché evolve. Su di essa “non è stato scritto nulla che valga la pena di essere letto”.

Il modo in cui il cervello costruisce la mente cosciente rimane pertanto un’ impresa incompiuta. Abbiamo percorso un po’ di terreno, ma  l’ enigma della mente e della coscienza rimane tale. L’idea  di avere una comprensione di quello che il cervello è, e di quello che il cervello fa è “pura follia”. Nondimeno, ogni anno sappiamo qualcosa di più rispetto all’anno precedente. I problemi che sembrano oggi misteriosi e difficili, probabilmente saranno riconducibili a una spiegazione neurobiologica. La questione non è “se”, ma “quando”.

 

Di recente, l’impiego dei metodi di brain imaging   ci sta consentendo di dare uno sguardo alle reti delle connessioni neuronali che avvengono “ in vivo”. Noi nasciamo con modelli di connessione realizzati sotto il controllo dei geni. Già in utero, queste connessioni subiscono l’influenza di diversi fattori ambientali. Si tratta di un processo, che comincia alla nascita e continua fino alla morte, grazie al quale le connessioni del cervello individuale sono cesellati, costruiti e ricostruiti.

La coscienza, per il neuro scienziato Antonio Damasio ( “Il sé viene alla mente”, Adelphi, Milano 2012, p. 463, euro 32)  , consiste nel disporre di una mente e di un sé che sorveglia al tempo stesso il mondo dentro di noi e fuori di noi. Senza di essa, cioè senza una mente dotata di soggettività, non avremmo alcun modo di sapere che esistiamo, di sapere chi siamo e che cosa pensiamo. Di che cosa è fatta la coscienza? Non possiamo essere coscienti senza una mente di cui esserlo. Ed allora di che cosa è fatta la mente? Alcuni autori sostengono che essa provenga dal cervello, altri credono che essa sia il cervello. Ma come fa il cervello a “costruire” la mente? Il fatto che nessuno veda la mente altrui, cosciente o no che essa sia, è misterioso. Soltanto a noi è dato di osservare la nostra.

 

Ci troviamo di fronte a due interrogativi di fondo: come fa il cervello a “produrre” una mente e come fa il cervello a dotare la mente di coscienza? Allo stato della ricerca, non esistono risposte definitive. La strada è quella di scoprire la base neurale della mente e della coscienza.  Nel corso degli anni, la ricerca ha prodotto un consistente corpus di dati, riguardanti le strutture cerebrali implicate nel rendere cosciente la mente. I neuro scienziati hanno rivolto l’ attenzione prima al tronco encefalico, che oggi sappiamo essere “legato” alla creazione della coscienza (Penfield), poi al talamo e ad alcune regioni della corteccia cerebrale.

Gran parte dei progressi compiuti finora in questo campo riguarda in particolare questi elementi: 1) gli stati mentali  sono personali, privati ed unici per ciascuno di noi; 2) lo studio del comportamento ci consente di rilevare le azioni di altri individui; 3) lo studio del cervello ci permette di esaminare alcuni aspetti della funzione cerebrale in individui nei quali si presume l’ assenza o la presenza di stati mentali coscienti; 4) la ricerca dei precursori della coscienza nel passato evolutivo, secondo il pensiero evoluzionista di Panksepp, Edelman e Damasio. La prospettiva evoluzionista considera dapprima gli organismi più antichi e poi ripercorre la storia evolutiva fino ad arrivare a quelli attuali. In questo modo, l’ evoluzione del cervello viene messo in relazione con l’ emergere progressiva della mente e della coscienza (Sé). Si ipotizza poi che gli eventi mentali siano “equivalenti” ad eventi cerebrali, e che i sistemi neurali siano dunque immagini mentali.

La mente emerge- dichiara Damasio-  quando l’ attività dei sistemi neurali danno luogo a “configurazioni”, cioè a immagini (visive, uditive, viscerali, tattile, ecc.), le quali rappresentano oggetti ed eventi che si trovano fuori dal cervello, nel corpo o nel mondo esterno. La coscienza è quindi uno stato della mente in cui vi è conoscenza della propria esistenza e di quella dell’ ambiente circostante.

Invero, il concetto dell’ identità fra cervello e mente è respinto da altri scienziati, i quali sostengono che il cervello essendo parte del mondo fisico  può essere esaminato soltanto in termini fisici. E’ assurdo invece fare altrettanto con la mente, la quale non ha attributi fisici. Finora, la scienza non è riuscita  a determinare gli attributi fisici degli stati mentali. Se  la scienza non è in grado di farlo, allora ciò che è mentale non può essere identificato con ciò che è fisico. La mente insomma non può essere accessibile alle operazioni di misura. Concludendo, oggi ciò che possiamo affermare è il fatto che gli eventi mentali siano “correlati” a quelli cerebrali, cosa che nessuno pone in discussione.

 

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